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Il settore immobiliare Italiano ha subito e sta subendo un periodo estremamente penalizzante sia per i cittadini in cerca di casa che per gli operatori del settore.

Impossibile non comprendere che l'antagonismo tra le parti è una strategia politica scellerata che impedisce a tutti una serena situazione.

La questione immobiliare è dimenticata e mal applicata quale elemento di Marketing strategico, indirizzato per l'evoluzione dei territori verso una qualità di vita migliore e un benessere diffuso.

Non si può intendere la casa come un fattore opinabile legato al solo interesse del PIL, la casa deve entrare in una politica di comparazione internazionale ed uscire dalla strategia dell'opportunismo politico alla quale è stata indirizzata, creando tensioni sociali e problemi economici a tutte le parti interessate.

Necessita soprattutto una edilizia pubblica che compensi e stimoli il mercato delle costruzioni verso la competitività, l'ammodernamento e la riorganizzazione di tutto il settore con una visione moderna, globale e responsabile del territorio e una politica di Pricing strategies attenta alla realltà del mercato e alla tranquillità della popolazione.

Necessita trasparenza in un settore troppo penalizzato ricordandoci quale leva economica rilevante è per lo sviluppo.

Consigliamo la lettura di questo sito: mckinsey service/infrastructure

lunedì 15 dicembre 2014

PES - Uff. Stampa lombardia: W i successi della BREBEMI!

PES - Uff. Stampa lombardia: W i successi della BREBEMI!: Impossibile non indignarsi della disinvoltura e superficialità dei media nel comunicare la questione Brebeni. Un autostrada che doveva e...

PES - Uff. Stampa lombardia: W i successi della BREBEMI!

PES - Uff. Stampa lombardia: W i successi della BREBEMI!: Impossibile non indignarsi della disinvoltura e superficialità dei media nel comunicare la questione Brebeni. Un autostrada che doveva e...

venerdì 7 novembre 2014

Milan el so futur!

MIlano: ancora polemiche in Comune sulla Casa, in relazione all’ abusivismo e sulle case di edilizia Pubblica (finiamola una volta per tutte di chiamarle Case Popolari in omaggio ad una filosofia gestionale necessaria nel ventennio fascista, oggi obsoleta e superata).

Sarebbe bene che coloro vogliono risolvere la situazione indubbiamente difficile, con la forza, si rammentino chi ha ridotto Milano così,  un paese di provincia asservito ad interessi personali perché non basta avere il grattacielo più alto in Italia per essere attraente e cosmopolita.
Le ambizioni della città, sono quelle di ritornare ad essere presente non solo per expo 2015, ma presente e rilevante nel mondo anche dopo quale apertura e aiuto al business locale.
In una logica di marketing intelligente, oggi necessaria,  la prima comparazione da effettuare è in rapporto con i redditi  bassi,  mantenuti così per poter essere di supporto  necessario al benessere di alcuni, coprendo il lavoro di bassa qualità. Questa analisi comparativa indica, (con parametri come il costo reale della vita in città, la qualità della vita considerata come strategia di attenzione per l’attrazione di forze lavoro, sanzioni, corruzione, cc.)  che qui a Milano l’incidenza degli affitti  riscaldamento acqua, servizi, internet, telefono, supera 1/3 ed è tendente al 1/2 del reddito netto e inoltre da tasse locali e altri balzelli. Mentre nelle altre città del mondo (quelle vincenti) i cittadini di fascia bassa hanno un incidenza massima 1/5 max 1/4 del reddito!. 
Aggiungi didascalia
Il peso che grava sulla spalle dei ceti più modesti  (a Milano riferito al costo della vita si inseriscono redditi sino ai 1999 euro),  è dovuto ad una gestione, che se siamo onesti, possiamo definire almeno fraudolenta del passato e che nessuno, incluso i presenti responsabili, ha voluto vedere. Inoltre si deve aggiungere  una speculazione edilizia non indirizzata alla competizione tecnologica, all'innovazione, ma solo al guadagno immediato e nel tempo con gli interventi di manutenzione dovuti alla cattiva qualità dei materiali.
Su questo punto potremmo entrare nel dettaglio di come e quando le gestioni precedenti ALER siamo state coinvolte, gestendo la cosa pubblica nel loro esclusivo interesse, speculando sia sulla manutenzione che su tutto l’indotto collegato, sino alle continue storiche raccomandazioni politiche. 
Pertanto, se vi sono cittadini, in sofferenza, ancora mischiati, ammucchiati, sottoposti ad una politica d'inserimento è perché prosegue la politica effettuata  per le popolazioni provenienti dal Sud Italia, senza comprendere la differenza,con i nuovi flussi.  Sarebbe stato bene comprendere e non pensare che lo sfruttamento della  fede cattolica sarebbe stata l'integratore, la vincitrice con le buone o le cattive.  Non si ritiene più valido il concetto che una cultura possa essere inserita con un altra solo con la frequenza e l'interscambio e l'obbligo integralista.
Il problema dell’abusivismo, degli alloggi occupati,  va analizzato nella struttura,  pensando che se i flussi necessari di integrazione, avranno come riferimento il malaffare e mafia unica sponda di salvezza, oltre la Chiesa presente in sostituzione dello Stato Italiano solo attivo e identificato nel sistema repressivo, pertanto assente.  
Questo non certo è dovuto all'amministrazione Pisapia!

Il futuro deve essere nell'interesse generale evitando l'intervento repressivo, che  non si accorda con lo lo sviluppo sociale, ma serve solo agli interessi di forze conservatrici, riportando Milano verso un pesino di provincia e non una grande Metropoli.
Soluzione, in questo contesto considerando anche il flusso migratorio fisiologico nel contesto mondiale, è necessario rendersi conto che la tranquillità pubblica va favorita ma non sarà più la stessa da zona a zona della città, come già avviene in altre metropoli.
 Si strutturano zone cuscinetto, che entrano in una rotazione architettonica e sociale in rapporto allo sviluppo o contrazione economica della città. 
Notevoli sono da considerare le esperienze passate a tal riguardo in alcuni paesi dell’est  Europa, da prendere  quale riferimento di base in una evoluzione di un probabile turnover (rotazione) architettonica intelligente con l'applicazione delle  tecnologie evolute, e che lascia, anche, l’influenza architettonica del passato la  fonte di integrazione facendo così evolvere la cittadinanza già inserita e attiva verso un futuro  migliore. 
Se le previsioni di incremento della popolazione saranno esatte, le zone che verranno nel futuro destinate al passaggio integrativo culturale nella città poteranno benessere a tutti.

Purtroppo l’unica voce che si sente, pur conoscendo tutte le analisi e possibili proiezioni per il futuro, è quella vestita da un cattivo populismo, e che Milano e  certo non si merita,  che richiama in sè  persone che per povertà non possono cambiare casa e altre emotivamente fragili e semplici che trovano da sempre nel conflitto sociale la loro soddisfazione, proseguendo nella politica precedente.

ex chiesa della S.S. Trinità a Milano,
gli edifici bombardati oggi sono
 una scuola , nel periodo
 fascista ospitavano fabbriche di armi.

Quelli che gridano all’abuso, all’applicazione di odi e forze di polizia a sfratti indiscriminati approfittandosi della ignoranza, se avranno la meglio distruggeranno il futuro della città per farne un paese di provincia.  La  loro misura e sarà sufficiente per essere amici di Batman e avere un bel attico, mantenendo sempre il loro interessi quale elemento principale, dimenticando l’interesse di tutta la Città. 
Certo, in nostro pensiero è liberal-socialista, ma certamente non intendiamo metterci in competizione con i Cattolici nella filosofia della comprensione e dell'amore verso la nostra specie. Ma rammentiamo, che questa disastrata situazione ha proprio origine nella gestione Cattolica prima della DC  e poi di CL di questi beni pubblici, e che queste povere persone che occupano un posto per dormire,  per vivere, al limite della sopportazione, della dignità,  sono sempre delle persone che dovranno affrontare un inverno, e sperare in una vita magari non solo genuflessa. E' veramente squallido vedere politici che si fanno scudo di altri poveri cittadini, vedere in questo contesto usare quelli che hanno ottenuto la casa regolarmente messi in antagonismo con quelli che non hanno un rifugio.
Sottoposti a questa lotta tra poveri, strumentalizzati al fine politico.

La situazione è cambiata ma forze conservatrici tentano di impossessarsi ancora del futuro della Città, nel loro cieco ed egoistico interesse personale.
Le analisi predittive mancano ma si può intuire già il futuro dalle scelte che si faranno la prossima settimana.



venerdì 4 aprile 2014

VOTO DI SCAMBIO

Il voto di scambio è il voto dato, ma non motivato da scelte politiche frutto di riflessioni sincere e disinteressate, bensì corrotto da qualche tornaconto ricevuto da parte di chi si candida o chi per lui.
Nella nostra storia già i Romani avevano preso in considerazione la questione tanto è che Il termine ambitus designava il reato di compravendita dei voti. Vennero fatte molte leggi contro questo reato. Anche le largitiones rientravano in questo reato.
Le più famose sono:
La Lex Poetelia (358) proibiva ai candidati di fare propaganda nei giorni di mercato o di frequentare i luoghi dove la gente si riuniva.
La Lex Cornelia Baebia (181) decretava per i colpevoli di ambitus l'esclusione dalle elezioni per dieci anni.
La Lex Acilia Calpurnia (67) prevedeva l'esclusione dal Senato e l'esclusione perpetua dall'ufficio.
La Lex Tullia (63), proposta da Cicerone, aggiungeva alle condanne previste dalla Lex Acilia Calpurnia la pena di dieci anni di esilio.
La Lex Licinia venne approvata nel 55 durante il secondo consolato di M. Licinius Crassus e Cn. Pompeius Magnus. Questa legge era diretta contro coloro che organizzavano il controllo dei voti (sodales).
La Lex Iulia de Ambitu, approvata nel 18 ai tempi di Augusto, escludeva per cinque anni dall'ufficio i colpevoli di corruzione elettorale.

Nell'8 venne emessa una nuova Lex Iulia de Ambitu che richiedeva ai candidati di depositare una somma prima della campagna elettorale. Il denaro sarebbe stato sequestrato in caso di corruzione elettorale. Se un candidato avesse usato violenza sarebbe stato condannato all'esilio.
2014 anni dopo simo ancora qui...
Possiamo, quale sintesi, arrivare ai giorni nostri con significativi progressi.
In The Limits of Public Choice: una critica sociologica della teoria economica nota che voto di scambio è spesso considerato immorale, in quanto gli utili dovrebbero essere determinati sulla base dei meriti della questione. Si è visto come meno grave il reato di corruzione, anche se in alcuni paesi è ancora illegale. Tuttavia, voto-trading può essere visto anche come benefico per la democrazia, in quanto rende possibile per le minoranze di esercitare una certa influenza e alleviare così la tirannia della maggioranza. In questo modo, il voto-trading è simile a coalizioni, che coinvolge anche lo scambio di politiche e di contrattazione su posizioni di gabinetto al fine di ottenere la maggioranza parlamentare necessaria per l'approvazione.
Ci sono state proposte accademiche per snellire il processo di negoziazione riferite al voto legislativo creando un mercato mediato dai leader di partito in cui i membri comprano e vendono voti ai prezzi fissati dalla domanda e esigente.
Udehn un noto  sociologo affiliato con l'Università di Uppsala. contesta l'ipotesi di auto-interesse per la politica, che si trova al centro della ortodosso metodologia scelta pubblica. La sua tesi sostiene che l'uomo politico agisce sia per quanto riguarda gli interessi di gruppo e l'interesse pubblico in modi che negano la motivazione esclusivamente egoista. Udehn fa notare la tendenza più recente per trattare l'assioma tornaconto abbastanza ampio da includere anche l'altruismo, ma egli respinge l'interpretazione più ampia come vacuo. Il suo costo, poi, è presentata soprattutto contro una scelta pubblica ortodossa in cui, senza scuse, l'interesse è identificata con l'egoismo. 
In queste chiare disquisizioni che ridotte ai minimi termini sono risolvibili attraverso la trasparenza, "il voto di scambio vive sin che trasparenza non giunga". Fortunatamente anche senza la dovuta trasparenza c'è la teoria della scelta pubblica (Public Choice) che è una teoria economica elaborata negli Stati Uniti negli anni sessanta e sviluppata negli anni settanta, principalmente ad opera di James M. Buchanan che nel 1986 per questi studi vinse il Premio Nobel per l'economia.
Questa teoria, impiegando gli strumenti e i metodi della Scienza economica, si propone di studiare il comportamento degli attori che operano nella scena politica, tradizionalmente appannaggio della Scienza politica e della Sociologia.
A questo proposito, non unico studio ma significativo  osserviamo la a ricerca è sostenuta da una sovvenzione della National Science Foundation  con l'assistenza di Rod Gretlein e Mark Winer.
Possiamo così guarrdare un  saggio che  riporta i risultati di esperimenti di contrattazione studiati su diverse  persone e  altri esperimenti di contrattazione eseguiti utilizzando diversi scenari di trading voto alternativo. Questi esperimenti sono stati progettati per prova: (1) Riker e Brams 'controversa ipotesi che il voto di scambio possano produrre risultati inferiori come contro l'ipotesi alternativa che votano induce scambio di mercato come' efficienza nei corpi di voto; (2) la relativa adeguatezza dei diversi giochi concetti di soluzione teorici per i giochi di trading voto senza un vincitore Condorcet (core); e, (3) l'adeguatezza del nucleo stesso.
In primo luogo, sulla base di diciotto esperimenti con impegni vincolanti, troviamo qualche supporto per Riker e Brams 'ipotesi: in nove studi, i soggetti in primo luogo il commercio ad un risultato Pareto* dominato. In cinque di questi studi, tuttavia, questi risultati sono infine spostati da quelle efficienti Pareto*. Senza impegni vincolanti, tuttavia, troviamo poco sostegno per il 'paradosso del voto di scambio' ipotesi. In particolare, mentre sei delle sette prove di esiti di un gioco di rendimento a 3 persone «equa», diciassette prove di diversi giochi a 5 persone senza impegni vincolanti sostengono con forza la soluzione competitiva come un gioco concetto di soluzione cooperativa, e suggeriscono che il V -set e M 1 contrattazione set o sono ridondanti o inutili. Sette prove ciascuno dei sei giochi a 5 persone con un vincitore Condorcet (nella quale le preferenze collettive possono essere cicliche (cioè non transitive) anche se le preferenze dei votanti non lo sono individualmente. Questo è un paradosso perché significa che i desideri della maggioranza possono essere in conflitto gli uni con gli altri. Questo succede quando le maggioranze in conflitto sono ognuna composte di gruppi di individui differenti).(core), tuttavia, suggeriscono che i soliti concetti di soluzione statici può essere insufficiente per il trattamento di giochi con qualsiasi grado di complessità strategica interessante.
*In economia, il principio di Pareto è un modo di rappresentare in forma grafica gli aspetti prioritari di un problema o un fenomen
Nel 61 a.C., il tribuno della plebe Marco Aufidio Lurcone è stato un magistrato della Repubblica romana, imparentato con l'imperatore romano Tiberio fece promulgare una legge,  la Lex Aufidia o Lex Aufidia de ambitu(Lex Alfidia de ambitu). Questa legge regolamentava le donazioni alla plebe, dei candidati obbligando il candidato che avesse promesso e pagato del denaro in cambio di voti e che avesse effettuato il pagamento a versare a vita 3000 sesterzi l'anno di multa, mentre esonerava dal pagamento quei candidati che non avessero pagato malgrado le promesse; Lurco ebbe una causa contro Publio Clodio Pulcro a causa di questa legge.  La Lex Aufidia è nota attraverso l'interpretazione datane da Marco Tullio Cicerone (ad Atticum., i.16), che però, essendo parte in causa nel processo, è un testimone non attendibile.

Per concludere le variabili dei voti di scambio oggi non sono altro che un algoritmo euristico che viene letto  permettendo di valutare delle soluzioni di partenza e che ricombinandole ed introducendo elementi di disordine sono in grado di crearne di nuove nel tentativo di convergere a soluzioni ottime. Queste tecniche vengono utilizzate per tentare di risolvere problemi di ottimizzazione per i quali non si conoscono altri algoritmi efficienti di complessità lineare o polinomiale. 


Eppure la nostra cultura si è evoluta da queste monete:














a queste monete!











Insomma un “già visto” in evoluzione,  lo scopo finale? Non fare trasparenza!
Forse la nostra evoluzione si sta femando o stiamo entrando in una fase di involuzione il fatto è grave poichè pone ancora l'interesse di pochi sopra la vita dei semplici.
Sapere Aude!
-mm-

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